Testimonianze
“Ciò che caratterizza la produzione di Germana Bartoli è il segno sicuro, immediato: il suo è un tratto grafico-coloristico così vario, nello spessore e nella corposità, che diviene gesto emotivo, ma anche strumento di ricerca, di indagine della realtà. Nel segno prendono vita le sue figure femminili, chiuse al mondo, isolate in una dimensione fatta solo di pensieri e di emozioni, dove il silenzio è l’unica possibile espressione. E’ questo un silenzio carico di voci che si propagano in uno spazio senza tempo e confini. Sono voci che si perdono nel vuoto di un mondo in cui comunicare è sempre più difficile”.
Patrizia Tamarozzi ( scrittrice)
Da catalogo mostra “Extra Limites”
Pavullo Palazzo Ducale ( 8 marzo- 13 aprile 2009 ).
“…Punta al segno Germana Bartoli per elaborare una tensione iconografica attorno ad una visione della vita personale e dell’universo femminile . Certi tratti si accentuano in una sorta di intenso espressionismo. Ma mai fino al grido. Le creature si contorcono e l’elemento cromatico è lì a cucire le cicatrici interiori, in una compenetrazione di elementi di vita urgente ed esplosiva. Il segno esige l’integrazione del colore, come ragione intimamente necessaria per dettare quel pathos che nelle figure si crea interiormente, nella cadenza di una fantasia reale e visionaria insieme……”
Michele Fuoco “La pittura dialoga con la poesia “
da Gazzetta di Modena – 12 marzo 2009
È un universo quasi tutto femminile quello di Germana Bartoli… L’impiego delle tecniche miste esaltano il valore del segno che pare approfondire, nella sua evidenza strutturale di sottigliezze disciplinari, analisi introspettive di figure familiari…Alla mobile tensione espressiva concorre il colore per avverare sul foglio suggestioni, effusioni…… esistenze ricche di conforto, momenti di nostalgiche rievocazioni affettive che si connotano di silenzio, solitudine, di stati pensosi. Sono, talvolta, alcuni particolari (orecchino rosso, fasce a righe, abito rosso, il cuscino) a stabilire un’intima funzione di coralità, un rapporto significante con il ritratto, che lievita di impulsi per passione conoscitiva e per incarnare il senso della bellezza, anche interiore”.
Michele Fuoco da Gazzetta di Modena 2007

